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“Negli otto pesanti anni di crisi, le nostre imprese, pur avendo sofferto, sono riuscite a rimanere competitive e a fronteggiare il difficile passaggio, rendendo più efficienti i propri assetti organizzativi per “fare di più” con “meno risorse” e soprattutto spingendo sull’internazionalizzazione. Dati alla mano, nel 2015, le sole 500 imprese associate hanno esportato oltre 2 miliardi di euro (pari al 42% del fatturato). Numeri che indicano come le aziende dell’Alto Milanese, pur operando in settori tradizionali e considerati maturi, sviluppano la loro capacità competitiva puntando sulle nicchie di mercato e, allo stesso tempo, inserendosi nelle catene globali di valore. L’immagine oggi è quella di un’imprenditoria diffusa, con un manifatturiero integrato, dotata di capitale umano competente, dove ci esprimiamo con eccellenze a livello nazionale e mondiale e con marchi conosciuti e apprezzati. Questo è il nocciolo duro del nostro sistema produttivo: un “sistema a rete” fatto di alleanze e forme di collaborazione basate sulla prossimità territoriale, ma anche articolate per filiere produttive, che sfrutta l’open innovation. Un processo aperto quindi ai contributi e alle collaborazioni esterne, una grande ricchezza di opportunità-subforniture-stimoli qui concentrate, ove nel raggio di 20-30 chilometri si trova tutto l’utile e l’indispensabile per far funzionare bene l’azienda e la propria economia.”