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ISO 14001:2015 - Caratteristiche e differenze con la ISO 14001:2004

PREMESSA E OBIETTIVI

 

La ISO 14001:2015 pone un’attenzione particolare sui seguenti criteri:

  • integrare pienamente gli aspetti ambientali e di business, attuali e futuri, nella pianificazione strategica ambientale;
  • prendere in considerazione rischi e opportunità in relazione agli aspetti ambientali significativi, ai requisiti di legge applicabili e a quelli presi liberamente in considerazione, al fine di ponderarli in modo preciso in fase di definizione degli obiettivi ambientali;
  • rafforzare l’orientamento verso gli stakeholder;
  • misurare ogni prestazione in funzione di ogni obiettivo ambientale, sulla base di specifici indicatori
  • analizzare e considerare maggiormente influenze e riflessioni sul ciclo di vita per tutte le attività e processi (design del prodotto, processi in outsourcing, integrazione di filiera)
  • orientare la comunicazione esterna in modo più spinto nei confronti di misure e prestazioni ambientali
  • monitorare il risultato della prestazione di un sistema di gestione ambientale in base agli obblighi derivanti dalla propria politica ambientale, come avviene oggi, e in aggiunta anche in base agli obiettivi strategici stabiliti dall’organizzazione in questo contesto
  • considerare i requisiti di complessità con sufficiente flessibilità, in funzione delle esigenze, dei rischi e delle opportunità per PMI e in generale per le organizzazioni.

Nell’ambito del SGA il rischio è legato all’affrontare in maniera pianificata minacce e opportunità in maniera da prevenire o ridurre gli effetti generati da rischi ambientali/rischi per la sicurezza interni e da-verso l’esterno. Anche in questa nuova ISO c’è l’obbligo esplicito sull’applicazione del "Risk Based Thinking", la Piattaforma applica i principi, le metodologie della Linea Guida ISO 31000.


IL PROGETTO DI CONSULENZA

I dieci capitoli della ISO 14001:2015 E LE ATTIVITA’

L’adozione della "High Level Structure" (HLS) comune alle nuove norme ISO comporta che la norma è riorganizzata in 10 capitoli ed è concepita per facilitare l'integrazione con le altre ISO.

Scopo, Riferimenti Normativi, Termini e definizioni, Contesto dell’organizzazione

Nuovi requisiti relativi al "contesto" dell'organizzazione

Il contesto dell’organizzazione è posto come requisito preliminare per la definizione del campo di applicazione del sistema di gestione ambientale e per la pianificazione, rafforzando l’orientamento verso le parti interessate. L’Organizzazione, prima di identificare il proprio campo di applicazione e prima di pianificare, deve conoscere il contesto in cui opera. Per definire gli ambiti di applicazione del sistema di gestione ambientale (SGA), l’organizzazione deve tenere conto dei fattori interni ed esterni che possono influire sulle capacità di raggiungere i suoi obiettivi ambientali (flusso obiettivi). Tali fattori sono:

  • il contesto in cui l’organizzazione opera
  • i bisogni e le aspettative delle parti interessate.

La Piattaforma prevede la definizione del contesto interno per modulo/processo/flusso, verrà implementato il contesto esterno per aderire alla Compliance Obligation e per garantire la soddisfazione di clienti e Stakeholders. Verranno dettagliate le aspettative degli Stakeholders.

Leadership

Enfasi sul ruolo chiave del Top Management: assegnando specifici ruoli e responsabilità, dimostra il suo impegno nell’assicurare l’effettiva applicazione del sistema di gestione ambientale attraverso la gestione di una Home personalizzata. L’impegno del Top Management deve inoltre essere proattivo verso la protezione dell’ambiente, nei suoi molteplici aspetti, tra i quali:

  • prevenzione di impatti negativi
  • uso sostenibile delle risorse
  • mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici
  • protezione della biodiversità e degli ecosistemi.

La nuova norma non parla più di un Rappresentante della Direzione, ma coinvolge esplicitamente il Top Management (“Persona o gruppo di persone che dirigono e controllano una organizzazione al più alto livello”), che sono gestiti con la profilazione degli utenti e l’appartenenza a Gruppi con relativi privilegi.

Pianificazione

Nel pianificare il sistema di gestione ambientale, l’organizzazione deve prendere in considerazione rischi ed opportunità in relazione:

  • agli aspetti ambientali significativi
  • ai requisiti di legge applicabili
  • ai requisiti relativi ad altri fattori interni ed esterni
  • al fine di ponderarli in modo preciso in fase di definizione degli obiettivi ambientali.

Gli obiettivi del SGA si devono integrare con la pianificazione strategica dell’organizzazione da effettuare nel flusso obiettivi.

Esplicitato il concetto di rischio, la cui valutazione deve basarsi su tre fonti:

  • aspetti ambientali
  • prescrizioni legislative
  • contesto dell’organizzazione.

Supporto

Nuovo punto in cui sono convogliati i requisiti di supporto, ossia: risorse, competenze, consapevolezza, comunicazione ed informazione documentata. La consapevolezza è elevata a requisito. Informazione documentata:

  • è il vero elemento di novità (comune a tutte le norme aderenti alla HLS)
  • sostituisce i termini “procedure” e “registrazioni”
  • può essere redatta e conservata nella forma che l’organizzazione ritiene più adeguata in funzione delle proprie esigenze, rischi ed opportunità
  • non deve essere interpretata come il venire meno dell’obbligo - da parte delle organizzazioni - di sviluppare, mantenere e registrare quanto richiesto dal sistema.

Nella Piattaforma le registrazioni sono documentate temporalmente e in termini di compilatore identificato e registrato.

Attività operative

Introdotto il concetto di Life Cycle Perspective, un approccio che prevede l'attenzione alla tutela dell'ambiente in tutte le fasi produttive:

  • progettazione e sviluppo
  • individuazione delle materie prime
  • imballaggio e distribuzione
  • riuso e riciclo
  • smaltimento finale.

Life Cycle Perspective, nuovo flusso, pone maggiore enfasi sui requisiti ambientali richiesti nell’approvvigionamento dei beni e servizi e nel controllo dei processi affidati in outsourcing, si traduce in un’esplicita richiesta da parte della norma di:

  • controllare i processi in outsourcing
  • determinare i requisiti ambientali per il procurement
  • considerare i requisiti ambientali delle attività di sviluppo, consegna e trattamento di fine vita dei prodotti/servizi
  • considerare la necessità di fornire informazioni sugli impatti ambientali potenziali durante la consegna di prodotti, servizi e trattamento di fine vita del prodotto.

In KRC® si individuano e valutano gli aspetti e gli impatti ambientali, oltre il luogo fisico/geografico, ove materialmente si svolgono i processi e le attività aziendali; considera tutte le fasi, a monte e a valle della produzione, dei beni e dei servizi.

Valutazione delle prestazioni

Inseriti requisiti più specifici relativi alla valutazione delle prestazioni ambientali, inclusa la necessità di stabilire criteri e indicatori per analizzare e valutare le proprie prestazioni ambientali. Rafforzati alcuni elementi connessi al monitoraggio e alla comunicazione delle performance.

È richiesto più chiaramente all’organizzazione di determinare, attraverso un cruscotto di elaborazione indicatori:

  • quali aspetti debbano essere monitorati e misurati, in relazione a specifici fattori
  • gli indicatori con cui sarà misurata la performance ambientale
  • quando i risultati del monitoraggio e delle misurazioni dovranno essere analizzati e valutati.

Miglioramento

Concetto di “miglioramento continuo” associato anche alle performance ambientali, oltre che ai miglioramenti del sistema di gestione. È chiaramente esplicitato l’obiettivo del sistema della gestione ambientale, ovvero il miglioramento delle performance ambientali dell’organizzazione. La nuova edizione della norma rende tale obiettivo più concreto ed effettivo.

Sistema di Gestione Ambientale ISO14001-EMAS

OBIETTIVI

La Norma UNI EN ISO 14001:2015, “Sistemi di gestione ambientale – Requisiti e guida per l’uso”, costituisce lo standard, riconosciuto a livello internazionale, e fissa i requisiti che deve avere un Sistema di Gestione Ambientale (SGA).
KEISDATA supporta le aziende nella progettazione, implementazione e miglioramento del SGA al fine di raggiungere i seguenti obiettivi:

  • individuare le prescrizioni legali, interpretarle secondo la realtà aziendale e recepirle correttamente e in modo sostenibile;
  • definire e comunicare il sistema di ruoli, responsabilità e deleghe;
  • definire e attuare metodologie di identificazione degli aspetti ambientali significativi, valutazione e controllo degli impatti (in condizioni normali, anomale e di emergenza);
  • definire e attuare sistemi di monitoraggio, controllo di tutte le attività aziendali aventi impatti ambientali significativi;
  • costruire il modello di Riesame periodico delle prestazioni del Sistema orientato al miglioramento continuo;
  • garantire la tracciabilità delle decisioni e delle attività di prevenzione e riduzione dell’inquinamento.

La costruzione del SGA in conformità alla norma ISO 14001, attraverso la certificazione da parte di un Organismo Terzo e Accreditato, consente il riconoscimento degli impegni presi. Inoltre la legislazione ambientale nazionale (es. D.Lgs. 152/06 e D.Lgs. 128/10, etc.) riconosce, in caso di mantenimento di un Sistema di Gestione Ambientale certificato, agevolazioni fiscali e iter autorizzativi favorevoli alle organizzazioni, quali riduzioni fideiussorie ed estensione dei termini delle autorizzazioni ambientali.


METODOLOGIA

L’approccio

KEISDATA mette in campo:

  • un’analisi di impatto regolatorio contestualizzata sulla realtà aziendale e un sistema di accesso a flussi e quadri normativi costantemente aggiornati;
  • una metodologia di Risk Management che permette di valutare il rischio aziendale derivante dagli impatti ambientale e dal rischio regolatorio;
  • una metodologia di Knowledge Management per l’ingegnerizzazione dei requisiti di norma attraverso sistemi informatizzati per la gestione di flussi procedurali, attività, documenti, scadenze, etc.

Le condizioni di successo

Il successo di un SGA è determinato dal corretto coinvolgimento e dalla partecipazione di tutti i livelli e di tutte le funzioni aziendali, a partire dal top management fino ad arrivare ai singoli lavoratori.

Le fasi

Il SGA si articola nelle fasi di Pianificazione, Attuazione, Monitoraggio e Riesame del sistema inserite in un processo ciclico:

Pianificazione:

  • stabilire una Politica Ambientale che definisca gli impegni per la prevenzione dell’inquinamento e per il miglioramento continuo;
  • identificare le prescrizioni delle leggi e dei regolamenti applicabili;
  • identificare tutti gli aspetti ambientali significativi e valutare i relativi impatti;
  • fissare specifici obiettivi e traguardi appropriati, raggiungibili e congruenti.

Attuazione:

  • elaborare programmi per il raggiungimento di tali obiettivi e traguardi, definendo priorità, tempi e responsabilità ed assegnando le necessarie risorse;
  • stabilire le modalità più appropriate, in termini di procedure e prassi, per gestire i programmi ambientali;
  • sensibilizzare, formare e affiancare la struttura aziendale per il raggiungimento degli obiettivi e traguardi prefissati.

Monitoraggio:

  • attuare adeguate attività di monitoraggio, verifica ed ispezione e garantire la tracciabilità dei controlli (Servizio di Audit);
  • garantire la rilevazione delle non conformità, incidenti ambientali e quasi eventi, la loro gestione immediata, l’identificazione e l’attuazione di opportune azioni correttive e preventive per la rimozione delle cause (Servizio di Osservatorio Ambiente, Salute e Sicurezza);

Riesame del sistema: per valutare periodicamente l’efficacia e l’efficienza del sistema.
Un SGA si completa con la certificazione da parte di un Organismo Terzo e Accreditato.
KEISDATA supporta l’Azienda nella gestione dei rapporti con l’Organismo e in particolare nella:

  • richiesta di offerta e per la compilazione dei questionari;
  • valutazione delle offerte e scelta dell’Organismo;
  • trasmissione dei documenti;
  • supporto in fase di verifica: documentale (fase I), di certificazione (fase II) e di mantenimento.

OUTPUT

  • Politica Ambientale
  • Manuale, Procedure e Istruzioni del SGA
  • Quadri Normativi, Check list Normative, Analisi di Impatto Regolatorio
  • Piani e Programmi di Gestione (Schede Obiettivo, Piano degli interventi etc)
  • Organigrammi, Schede di Ruolo, Mansionari
  • Piani di informazione, formazione, addestramento
  • Piani di Monitoraggio
  • Rapporti di Audit
  • Consuntivi propedeutici al Riesame della Direzione e Verbale di Riesame

Analisi del Rischio Siti Contaminati

OBIETTIVI

Applicazione della procedura di Analisi del Rischio Sanitario Ambientale Sito Specifica al sito contaminato per la determinazione delle Concentrazioni Soglia di Rischio (CSR), in conformità agli adempimenti del D. Lgs. 152/06 e s.m.i. e ai principali standard internazionali.
La determinazione dei livelli di rischio per la salute della popolazione e dell’ambiente ha come scopo non solo l’identificazione delle priorità di bonifica, differenziate a seconda delle tipologie d’inquinamento rilevato, ma anche indicazioni per l’utilizzo del sito contaminato in attesa della bonifica o messa in sicurezza.


METODOLOGIA

L’approccio

La metodologia di KEISDATA si basa sulla contestualizzazione dei principali metodi, standard e linee guida internazionali alla realtà dello specifico sito contaminato e in conformità alle prescrizioni legislative, mediante un approccio di Knowledge applicato al Risk Management.

Le condizioni di successo

Per raggiungere i risultati descritti sono necessari:

  • un’analisi dettagliata del contesto tecnico normativo in ambito ambientale e sanitario;
  • la definizione del Modello Concettuale di contaminazione sulla base di:
    • sopralluoghi, studio delle matrici e dei fattori ambientali del territorio;
    • modelli di trasporto e diffusione degli specifici contaminanti;
  • l’implementazione dello strumento di calcolo del rischio dagli algoritmi applicabili.

Le fasi

Fase 1. Parametrizzazione dei componenti dell’analisi del rischio ed elaborazione del Modello Concettuale:

  • Definizione dei contaminanti indice:
    • superamento delle CSC o dei valori di fondo naturali;
    • livelli di tossicità dei contaminanti;
    • grado di mobilità e persistenza nelle matrici ambientali;
    • attività pregresse svolte nel sito;
    • frequenza dei valori superiori ai CSC.
  • Valutazione della sorgente di contaminazione:
    • definizione della geometria della sorgente;
    • suddivisione del sito in aree omogenee;
    • individuazione di valori di concentrazione rappresentativi in corrispondenza di ogni sorgente.
  • Definizione delle vie di esposizione:
    • suolo superficiale;
    • suolo profondo;
    • aria outdoor;
    • aria indoor;
    • acqua sotterranea.
  • Definizione delle modalità di esposizione:
    • ingestione di acqua potabile;
    • ingestione di suolo;
    • contatto dermico;
    • inalazione di vapori e particolato.
  • Identificazione dei recettori o bersagli della contaminazione:
    • identificazione dei recettori umani on site e off site;
    • scelta del punto di conformità;
    • livello di rischio accettabile per lo sostanze cancerogene e non cancerogene.
  • Elaborazione del Modello Concettuale, definito in base ai parametri sopra elencati.

Fase 2. Calcolo e stima del rischio
Caratterizzazione quantitativa del rischio e definizione dei livelli di bonifica (CSR), mediante la metodologia dello standard ASTM E2081-00 (2004), che permette di:

  • pervenire ai risultati tramite algoritmi di calcolo supportati da valide basi scientifiche;
  • ottenere risultati riproducibili.

Fase 3. Procedura di validazione
Definizione dei criteri e delle fonti utilizzati per i calcoli, assicurazione della piena rintracciabilità dei dati in input al fine di consentire la validazione dei risultati da parte delle Autorità di Controllo:

  • criteri di scelta dei contaminanti indice;
  • modello concettuale del sito alla luce dei risultati delle indagini di caratterizzazione con percorsi di esposizione e punti di conformità;
  • procedure di calcolo utilizzate;
  • fonti utilizzate per la determinazione dei parametri di input degli algoritmi di calcolo
  • calcolo del rischio con i principali software disponibili e confronto dei risultati.

OUTPUT

  • Modello Concettuale del sito
  • Concentrazioni Soglia di Rischio (CSR) pari ai livelli di bonifica

EXPERTISE

  • Caso Seveso: analisi statistica e definizione delle tecniche di campionamento, studio dei meccanismi di diffusione, trasporto e destino ambientale dei contaminanti, elaborazione di indicatori di correlazione per studi epidemiologici.
  • Caso Caffaro: partecipazione al Comitato Tecnico Scientifico e ai Gruppi di Lavoro istituzionali, studio e definizione dei meccanismi di diffusione della contaminazione tramite la catena alimentare, definizione della metodologia di analisi di rischio per un sito a rilevanza nazionale.
  • Siti industriali dismessi: applicazione dell’analisi di rischio al fine della definizione delle migliori strategie di bonifica e della riconversione del sito, partecipazione a Conferenze dei Servizi.

VIA, VAS e AIA

OBIETTIVI

Applicazione del procedimento di valutazione ambientale (Valutazione di Impatto Ambientale – VIA o Valutazione Ambientale Strategica – VAS) per opere, progetti, piani e programmi con possibili effetti sull’ambiente, in conformità alla Parte Seconda del D.Lgs. 3 aprile 2006, n. 152 così come modificata dal D.Lgs. 16 gennaio 2008, n. 4 e dal D.Lgs. 29 giugno 2010, n. 128.
Richiesta e gestione dell’Autorizzazione Ambientale Integrata (AIA), ai fini dell’esercizio di nuovi impianti, della modifica sostanziale e dell’adeguamento del funzionamento degli impianti esistenti, in conformità al al D.Lgs. 3 aprile 2006, n. 152 così come modificato dal D.Lgs. 29 giugno 2010, n. 128 relativo alla prevenzione e riduzione integrate dell’inquinamento (IPPC). Coordinamento e integrazione tra i procedimenti di valutazione di impatto (VIA, VAS) e quelli di prevenzione e riduzione integrate dell’inquinamento (IPPC).


METODOLOGIA

L’approccio

KEISDATA supporta l’Azienda durante l’intero procedimento di valutazione ambientale (Valutazione di Impatto Ambientale – VIA o Valutazione Ambientale Strategica – VAS) e richiesta, rilascio e gestione dell’Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA) per gli impianti IPPC, seguendo rigorosamente le prescrizioni della legislazione e le indicazioni di Istituzioni e Autorità di controllo.

Le condizioni di successo

Per raggiungere i risultati descritti sono necessari:

  • uno studio dettagliato del contesto ambientale locale, sopralluoghi, interviste;
  • la definizione di scenari previsionali in relazione alle strategie aziendali;
  • una comunicazione e discussione proattiva con Istituzioni e Autorità di controllo.

Le fasi

Valutazione d’Impatto
Analisi del contesto e individuazione procedura:

  • valutazione dell’opera, progetto, piano o programma;
  • analisi delle relazioni con aree protette, sensibili o altre opere/progetti
  • identificazione della procedura e del carattere territoriale (nazionale, regionale);

Verifica di assoggettabilità:

  • elaborazione della relazione di studio preliminare ambientale;
  • gestione dei rapporti con l’Autorità competente;
  • consulenza per la gestione degli adempimenti del parere / Prosieguo della procedura e fasi di consultazione transitorie con l’Autorità competente.

Valutazione d’impatto:

  • descrizione e valutazione degli impatti significativi sull’ambiente, soluzioni tecniche e alternative prese in considerazione
  • elaborazione dello Studio di Impatto Ambientale (VIA) o del Rapporto Ambientale (VAS), secondo i criteri legislativi e concordati con l’Autorità
  • comunicazione con l’Autorità competente, presentazione dell’istanza e pubblicazione della documentazione

Gestione di prescrizioni, adempimenti e monitoraggio:

  • gestione di integrazioni e approfondimenti richiesti
  • analisi di prescrizioni e adempimenti contenuti nel provvedimento
  • definizione di una strategia e un programma degli adempimenti e monitoraggio

Autorizzazione Integrata
Predisposizione della richiesta di Autorizzazione:

  • identificazione complesso IPPC e stato autorizzativo;
  • inquadramento urbanistico, territoriale e ambientale;
  • descrizione delle attività del complesso IPPC;
  • risorse idriche ed energetiche;
  • emissioni;
  • sistemi di contenimento, abbattimento;
  • impianti a rischio di incidente rilevante;
  • valutazione integrata dell’inquinamento, dei consumi energetici ed interventi di riduzione integrata

Supporto nella fase di presentazione domanda e compilazione modulistica on-line
Gestione dei rapporti con Istituzioni e Autorità di controllo:

  • supporto in fase di sopralluogo da parte delle Autorità di controllo;
  • partecipazione alle Conferenze dei Servizi;

Consulenza in fase di adeguamento e per il rispetto delle prescrizioni AIA:

  • definizione di check-list per la valutazione periodica del rispetto delle prescrizioni;
  • definizione del programma degli adempimenti e delle scadenze;

Supporto per la comunicazione periodica dei dati:

  • comunicazione annuale E-PRTR;
  • comunicazione annuale dei dati relativi agli autocontrolli delle emissioni;

Allineamento con il Sistema di Gestione Ambientale, se presente:

  • aggiornamento di procedure e istruzioni operative;
  • analisi del rischio regolatorio, ambientale e aziendale.

OUTPUT

Valutazione d’Impatto

  • Relazione di studio ambientale preliminare
  • Studio di Impatto Ambientale (VIA) o Rapporto Ambientale (VAS)

Autorizzazione Integrata

  • Richiesta di Autorizzazione Integrata Ambientale
  • Piani di monitoraggio
  • Comunicazioni annuali
  • Documenti del Sistema di Gestione Ambientale

Formazione

METODOLOGIA

L’approccio

L’approccio è dettato dalle linee guida sulla formazione UNI ISO 10015:2001 attraverso il processo ciclico di definizione delle esigenze, progettazione e pianificazione, erogazione e valutazione dei risultati.
La metodologia messa a punto da KEISDATA si basa inoltre su una forte contestualizzazione in fase di progettazione dell’attività formativa, una modalità partecipativa di coinvolgimento in gruppi di lavoro e la formazione ai formatori aziendali (train the trainer).

Le condizioni di successo

Per raggiungere i risultati descritti è necessario:

  • stabilire un’interazione continua con i partecipanti;
  • verificare l’efficacia della formazione e il grado di obiettivi raggiunti;
  • eseguire follow-up formativi basati sui risultati ottenuti.

Le fasi

Analisi dello stato dell’arte e della documentazione:

  • sopralluogo in stabilimento, agli impianti produttivi ed ecologici;
  • interviste ai Responsabili, ai ruoli ambientali, ai lavoratori;
  • audit di conformità normativa (su richiesta-link con il servizio audit);
  • analisi Manuale del Sistema di Gestione, specifiche procedure.

Progettazione della formazione:

  • analisi dei bisogni formativi (conoscenza leggi e aspetti ambientali, procedure e istruzioni del Sistema di Gestione);
  • definizione di gruppi omogenei di lavoratori (area, impatti e responsabilità ambientali);
  • identificazione degli obiettivi specifici di formazione (tematiche ambientali);
  • definizione del calendario dei corsi;
  • definizione dell’organizzazione e della logistica.

Preparazione del materiale didattico

  • individuazione degli specifici strumenti didattici (presentazioni, brochure, test etc.);
  • validazione del materiale da parte dei Responsabili aziendali;
  • consegna e distribuzione del materiale.

Erogazione della formazione:

  • attività didattica con costante presenza di un tutor sulle seguenti tematiche:
    • gestione dei rifiuti;
    • risparmio di energia e risorse;
    • scarichi idrici e sul suolo;
    • utilizzo sostanze chimiche;
    • funzionamento degli impianti ecologici;
    • modalità di controllo e monitoraggio degli aspetti ambientali;
    • politica ambientale e modalità di funzionamento del Sistema di Gestione.
  • esercitazioni per gruppi di lavoro:
    • identificazione degli aspetti ambientali dell’Azienda;
    • buone pratiche ambientali;
    • proposte di miglioramento.
  • test di valutazione dell’apprendimento.

Analisi dei Risultati e Programma di miglioramento:

  • analisi dei risultati delle esercitazioni e del test di apprendimento;
  • valutazione delle osservazioni e dei commenti dei lavoratori;
  • redazione di un report di feedback riservato ai Responsabili e alla Direzione;
  • definizione del Programma di miglioramento.

OUTPUT

  • Elaborazioni dei dati e delle informazioni aziendali
  • Report di audit conformità normativa (su richiesta)
  • Materiale didattico (presentazioni, brochure, test etc.)
  • Risultati delle esercitazioni
  • Report di feedback formativo
  • Programma di miglioramento

Migliori Pratiche Ambientali (BEP)

OBIETTIVI

Predisposizione o aggiornamento del Manuale delle Migliori Pratiche Ambientali per il settore siderurgico (BEP – Best Environmental Practices), ai sensi della D.G.R. 30 dicembre 2003, n°7/15957 e secondo i requisiti della D.G.R. 10 dicembre 2004, n°7/19797.


METODOLOGIA

L’approccio

KEISDATA supporta l’Azienda nella predisposizione o aggiornamento del Manuale che contenga le azioni, le procedure e i controlli necessari per mantenere in efficienza gli impianti deputati al contenimento delle emissioni in atmosfera.

Le condizioni di successo

Per raggiungere i risultati descritti sono necessari:

  • l’analisi dei parametri impiantistici con il gestore dell’impianto;
  • l’ottimizzazione del sistema di misurazione e registrazione dei dati;
  • la formazione e la piena consapevolezza del reparto manutentivo.

Le fasi

L’attività prevede:

  • analisi e descrizione impiantistica;
  • verifica dei requisiti progettuali previsti dalla normativa;
  • individuazione e caratterizzazione dei parametri di controllo (diretti e indiretti);
  • valutazione e descrizione degli strumenti di misura;
  • definizione delle carte di controllo;
  • analisi dei guasti e procedure di manutenzione di impianto;
  • definizione delle procedure di emergenza.

Il Manuale così costruito deve essere poi implementato e mantenuto costantemente aggiornato rispetto alle evoluzioni impiantistiche.
KEISDATA prevede inoltre, a completamento del servizio, le seguenti attività:

  • svolgimento di un Audit sulla corretta implementazione del Manuale BEP, condotto da personale qualificato;
  • redazione del Rapporto annuale che contenga l’analisi dei dati e delle prestazioni d’impianto, il Riesame e il Programma di miglioramento.

OUTPUT

  • Manuale BEP aggiornato
  • Procedure di emergenza
  • Rapporto di audit
  • Rapporto annuale

Studi Ambientali per Impianti Tecnologici

OBIETTIVI

Lo studio del contesto ambientale, in cui si colloca un impianto tecnologico, è mirato al rilascio di una specifica autorizzazione, certificazione o permesso da parte delle Autorità, a cui deve seguire, da parte dell’impresa, una costante attività di controllo e supervisione finalizzata al mantenimento nel tempo del privilegio concesso. La capacità di prevenire e minimizzare gli impatti ambientali costituisce un elemento di valore per l’impianto stesso.
La comunicazione e l’interazione con il contesto territoriale è di fondamentale importanza per la corretta gestione dell’immagine. KEISDATA effettua studi ambientali:

  • a supporto dell’installazione di nuovi impianti o modifiche di esistenti (permessi, deroghe, certificazioni di impianto, etc.);
  • a supporto dell’autorizzazione di nuovi impianti o modifiche di esistenti (autorizzazioni aspetti ambientali, autorizzazioni integrate, etc.);
  • a supporto di attività di due diligence per analizzare valore e condizioni degli impianti;
  • a supporto dell’accesso a sistemi di incentivazione e finanziamento (certificati bianchi, verdi, etc.);
  • a supporto della comunicazione con i diversi portatori di interesse.

METODOLOGIA

L’approccio

L’approccio metodologico messo in campo da KEISDATA varia in relazione alla specifica materia.
In generale gli approcci metodologici più utilizzati sono:

  • valutazioni di rischio (es. ATEX, Incidente Rilevante);
  • valutazioni d’impatto (es. VIA, VAS, IPCC);
  • analisi dei consumi (es. consumi energetici);
  • analisi di rischio (es. siti contaminati);
  • studio del ciclo di vita (es. LCA).

Tali studi sono condotti in conformità alla legislazione cogente, normativa e standard tecnici, linee guida e indirizzi istituzionali, orientamenti di settore.


SERVIZI E SISTEMI

Servizi basati su specifici studi ambientali che KEISDATA offre sono:

  • Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) – D.Lgs. 152/06 e smi (D.Lgs. 4/08 e 128/10)
  • Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA) – D.Lgs. 152/06 e smi (D.Lgs. 128/10)
  • Analisi del Rischio Sanitario Ambientale Sito Specifico (AdR) – D.Lgs. 152/06 e smi (D.Lgs. 4/08 e 128/10)
  • Classificazione e Valutazione Atmosfere Esplosive (ATEX) D.Lgs. 81/08 e smi e CEI 31-35
  • Valutazione Rischio di Incidente Rilevante (RIR) – D.Lgs. 334/99 e smi e UNI 10617
  • Valutazione dei Rischi di Salute e Sicurezza dei Lavoratori (VR) – D.Lgs. 81/08 e smi
  • Life Cycle Assessment (LCA) – ISO 14040/44
  • Environmental Product Declaration (EPD) – ISO 14025